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DEISSI TEMPORALE

una tavola di A. Pazienza Richiedono un'interpretazione dettica temporale le seguenti classi di elementi: avverbi di tempo, espressioni avverbiali contenenti SN di tempo e i tempi della flessione verbale nell'uso deittico.


1. AVVERBI di TEMPO
Ora, adesso, allora sono correlati al momento dell'enunciazione - d'ora in poi ME -: indicano una porzione di tempo più o meno nello stesso modo in cui lo facevano qui e : i primi termini indicano prossimità rispetto all'origo, il terzo indica distanza.
Per i cronodeittici (questo è il loro nome più erudito) va considerato il fatto che esiste una qualche "direzionalità": da prima verso dopo. Questa direzionalità è espressa nella grammatica italiana per mezzo dei tempi verbali, mentre gli avverbi citati si limitano ad esprimere un rapporto col ME di diversa natura.
Ieri, oggi e domani esprimono invece tale direzionalità.
Altri avverbi di tempo inerentemente deittici sono: recentemente, di recente, attualmente, prossimamente e, contestualmente deittici: prima, dopo, poi, in seguito, di seguito, ultimamente, contemporaneamente.

2. ESPRESSIONI AVVERBIALI CONTENENTI SN di TEMPO
Le parole che riguardano il tempo (cronologico, come anno, giorno, mese, settamana, o come novembre, mattina, lunedì), quando sono all'interno di espressioni deittiche avverbiali, assumono due diversi possibili valori, a seconda del loro contorno linguistico:
  • quando compaiono insieme a: fa, fra, or sono, orsono, tra, prima, dopo assumono il valore della misurazione di una unità di tempo (ma fa, fra non compaioni con i nomi dei mesi);
  • quando compaiono insieme a: scorso, prossimo, passato, venturo, e anche insieme all'aggettivo dimostrativo questo, indicano un periodo di tempo con un inizio ed una fine ben conosciuti da tutti

per chiarire la distinzione si confrontino le frasi:
fra un anno
il prossimo anno

Nel primo caso la parola anno è presa come unità di misura, non come un anno specifico ma come 365 giorni, come la quantità di tempo che corrisponde ad un anno; nel secondo come unità di calendario: proprio il prossimo anno, che inizia il 1° gennaio e finisce il 31 dicembre.
Le espressioni che contengono unità di misura tendono ad indicare un momento (tra tre lunedì mi sposo), le espressioni che contengono unità di calendario tendono ad indicare periodi di tempo (già lo scorso anno sono stato bravo quindi quest'anno...).
Inoltre le unità di calendario sono di solito declinate al singolare (?due anni scorsi, i tre mesi prossimi, anche se posso dire i prossimi tre mesi intendendo settembre, ottobre e novembre e quindi usandoli proprio come unità calendariali; e sono nella stessa misura accettabili i sintagmi con l'aggettivo passato, ma non altrettanto scorso e venturo).

Un indovinello: che differenza c'è tra le altre parole che rendono calendariale un termine di tempo e l'aggettivo dimostrativo questo quando affiancano il nome di un giorno della settimana?

no, è la stessa cosa
c'è una differenza ma non riesco ad afferrala
si annullano delle distinzioni
non ho capito la domanda, puoi ripetere?
È solo un giochetto, ma tu hai risposto giusto?

Sia gli usi di misurazione che gli usi calendariali sono inerentemente deittici: l'anno prossimo, finché è il 2017, sarà sempre il 2018; ma non bisogna fare l'errore di considerare i termini di tempo "per sé" deittici: lo sono i sintagmi avverbiali di cui fanno parte, o meglio: lo sono le preposizioni, gli aggettivi e gli avverbi citati quando sono all'interno delle espressioni avverbiali di tempo.

3.TEMPI della FLESSIONE VERBALE
Sui modi (coincidenza, inclusione e prossimità) in cui i deittici di tempo e di spazio si realizzano si è parlato nella finestra secondaria sui tipi di referenzialità.
Ma il motivo per cui alcuni tempi verbali si possono dire deittici il discorso è stato appena abbozzato nel paragrafo: "L'ABCD ELLA DEISSI" (notato il finto refuso?), raggiungibile cliccando qui.
si spiegava come ciò che è espresso dal verbo di un enunciato venga collocato sulla linea temporale ed ancorato, in alcuni casi in particolare, al momento dell'enunciazione (d'ora in poi ME): il tempo presente fa direttamente riferimento al ME, mentre il passato ed il futuro fanno riferimento a momenti che sono direttamente connessi, che sono in relazione, con il ME.
Sono anche già stati citati gli usi non deittici dei tempi verbali.
Di conseguenza, questo paragrafo è qui per completezza, e a titolo di sommario con i relativi rimandi, per tutti gli argomenti correlati ai tempi e alla deissi temporale.
Se però hai voglia di aggiungere qualcosa, puoi naturalmente farlo cliccando qui!

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Ci sono 2 commenti su questo argomento.

1· domanda
lasciato il 21/09/2007 @ 20:01
da: Maria
anche l'aggettivo scorso un deittico?

la settimana scorsa sono stata male

mi disse che la settimana scorsa era stata male

La seconda frase non corretta se chi parla lo fa in una settimana diversa dal parlante della prima frase. O no?


2· confesso
lasciato il 21/09/2007 @ 20:10
da: Maria
non avevo letto fino in fondo
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