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DEISSI SPAZIALE

La deissi spaziale grammaticalizza regioni del campo indicale (in altre parole: zone nello spazio di riferimento) e si trova in: avverbi deittici di luogo, verbi deittici di movimento, aggettivi e pronomi dimostrativi e l'avverbio presentativo ecco.

1. AVVERBI di LUOGO
Sulla funzione deittica della quaterna qui, qua, e , oltre al fatto che si ancorano a punti vicini e lontani rispetto alla posizione del parlante, c'è relativamente poco da dire; vanno però messi in risalto alcuni fatti linguistici:
  • contro :

    di solito questi due avverbi, come qui e qua, sono usati senza differenze, in realtà, come dimostrano le frasi:
    guardava qua e là
    e:
    si erano nascosti qui e lì
    gli avverbi in -a sono più generici, mentre gli avverbi in -i sono più specifici e puntuali;
  • complementi di stato e di moto a luogo:

    gli avverbi della quaterna non possono essere preceduti dalle preposizioni che introducono sintagmi preposizionali di stato o di moto a luogo (eccetto la preposizione in, vedi punto seguente): *in lì, *a là...
  • la preposizione in:

    in lega con gli avverbi generici, in -a, in SP del tipo venire in qua o andare in là, ed è spesso preceduto da più; più è obbligatorio quando il sintagma in cui compaiono in più l'avverbio significa "troppo":
    abito in là (verso un punto lontano rispetto al me)
    abito più in là del tempio (in cui il punto di riferimento necessario alla localizzazione di casa mia non sono io, ma la direzione della mia indicazione dipende sia dal punto di riferimento designato che dalla mia posizione).

una tavola di A. Pazienza

2. VERBI di MOVIMENTO
I verbi di movimento andare e venire descrivono un movimento nello spazio di riferimento: il primo verso un luogo lontano, il secondo verso un luogo vicino al parlante o all'interlocutore.
Il verbo andare si usa:
  • quando il soggetto del verbo è diverso dal parlante e dall'ascoltatore e nessuno dei due si trova nel luogo di arrivo del movimento:
    Adesso il mio rinoceronte va in città
  • quando il soggetto del verbo coincide con il parlante e l'ascoltatore non si trova nel punto di arrivo del movimento e viceversa:
    Adesso vado in città
    Adesso vai in città
Quando però il momento dell'enunciazione e il momento di cui si parla non coincidono, allora è sufficiente che parlante ed ascoltatore non si trovino nel luogo di arrivo del movimento:
Domani andrai in città
Ieri sono andato in città
Domani Mowgli andrà in città


Il verbo venire si usa:
  • se il soggetto del verbo coincide con il parlante e l'ascoltatore si trova nel punto d'arrivo del movimento e viceversa:
    Vengo adesso a casa tua
    Vieni adesso a casa mia
  • se il soggetto del verbo è diverso da parlante e ascoltatore e uno dei due o entrambi si trovano nel luogo di arrivo del movimento:
    Il mio rinoceronte da difesa adesso viene qui
Quando però il momento dell'enunciazione e il momento di cui si parla non coincidono, allora è sufficiente che parlante e/o ascoltatore si trovino nel luogo di arrivo del movimento:
Domani verrai in città
Ieri sono venuto in città
Domani Mowgli verrà in città

Infine, in alcuni casi i verbi di movimento descritti sembrano contravvenire alle loro regole d'uso, ad esempio nel caso del dottore che dice: venga da me in studio trovandosi da tutt'altra parte. A fare la differenza, in questi casi, è il fatto che "abitualmente" il dottore si trova nel suo studio; il parlante, in virtù del fatto che alcune sue caratteristiche sono per così dire "fisse", prevedibili, sposta l'origo del suo discorso nel punto in cui, in un momento diverso da quello nel quale parla, verosmilmente si troverà o si è trovato.


2. AGGETTIVI e PRONOMI DIMOSTRATIVI - ECCO
Questo, questi, quello e quelli si riferiscono ad enti rispettivamente vicini o lontani al parlante (come qui e , per intenderci).

Gli aggettivi e i pronomi dimostrativi hanno posto alcune questioni di classificazione a quanti se ne sono occupati in termini di deissi.
In primo luogo perché pur rientrando generalmente nel numero dei deittici spaziali si trovano anche nelle deissi di tempo:
questa settimana inizierà la stagione delle pioggie
e poi perché, come ha argomentato ad esempio Rauh (1985), come i deittici di persona anche i dimostrativi collocano degli enti nello spazio di riferimento, mentre i deittici di tempo e di spazio selezionano esattamente porzioni di tempo e spazio in relazione al centro di riferimento.
Ma la nostra definizione di deissi personale prevede il ricorso al concetto di ruoli nell'interazione (in questa stessa pagina e nella pagina secondaria sui personali e possessivi) più che di collocazione nello spazio: la collocazione nello spazio di riferimento va in un certo senso data per scontata (se non avviene, in qualche forma, non c'è deissi), e rimane inespressa.
Poiché come funzionano questo e quello dovrebbe essere abbastanza chiaro (ma se non lo è segnalalo nel forum in fondo alla pagina, e verrà spiegato più ampiamente!), e poiché invece la questione della ripartizione dei deittici è un argomento più complicato, preferisco parlarne ancora un po':

Il parlante, dicendo io, attribuisce alla propria persona il ruolo di parlante e di centro di riferimento, a partire da tale centro si danno tutti gli altri generi di coordinate:
  • vengono stabiliti uno o più interlocutori (seconde persone) ed una serie di persone non partecipanti all'interazione (terze persone)
  • lo spazio viene segmentato in una o più zone vicine o coincidenti con il parlante (qui sono e qui rimango!), e in una o più zone lontane dal parlante (aspettami lì, arrivo tra cinque minuti)
  • con l'insieme di localizzazioni spaziali e attribuzione dei ruoli nella comunicazione si stabiliscono delle "direzioni" da e verso zone vicine o lontane condizionate dalla posizione dei partecipanti all'interazione
  • se si deve semplicemente segnalare il fatto che un particolare ente (non meglio definito) è all'interno dello spazio di riferimento, si usa l'avverbio presentativo ecco
  • all'interno delle zone lontane e vicine vengono collocati degli enti per mezzo dei dimostrativi: i questo sono situati dentro ad un qua mentre i quello solo collocati dentro un
  • il tempo viene distinto in un prima rispetto al momento in cui il parlante si pone come punto di riferimento, un adesso ed un dopo

In un certo senso, quindi, esistono tre tipi di deissi spaziali: i deittici che suddividono lo spazio, lo misurano; i deittici che pongono oggetti o altre cose all'interno dello spazio così suddiviso e misurato; i deittici che descrivono un movimento nello spazio, in particolare fra le varie regioni dello spazio: da qui a lì oppure da lì a qui.
Alla seconda categoria di deittici (quelli che collocano) dobbiamo ascrivere sia i dimostrativi, che collocano in relazione alle zone individuate, sia il presentativo ecco, che non tiene conto della divisione in zone ma solo dello spazio indicale tutto insieme.
A causa del fatto che ecco non tiene in conto la divisione dello spazio, alcuni non lo considerano un deittico. Tu che cosa ne pensi?


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Ci sono 1 commenti su questo argomento.

1· un link che magari cambierÓ
lasciato il 26/03/2004 @ 17:08
da: adri@dmin
Salve a tutti,

riguardo alla deissi spaziale, finché rimane in rete, si può andare a vedere il sito del governo (controllate in fondo).



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