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LA DEISSI - un'altra introduzione!

oltre tutto quello che hai imparato finora...

Quando comunichiamo partiamo dal presupposto di condividere qualcosa con i nostri interlocutori.
Come minimo ci aspettiamo una comune volontà di interagire, magari la lingua o alcuni aspetti della cultura (come i gesti, che speriamo siano condivisi e quindi interpretati correttamente), fino ad arrivare alle informazioni specifiche.

Alcune di queste informazioni sono nuove, per noi o per i nostri interlocutori, quindi dedichiamo del tempo a metterle in comune, a trasmetterle.
In certi casi ci si ferma a questa trasmissione di dati (come nel caso degli ordini), ma in molti altri mettiamo in comune informazioni per parlare d'altro.
Definiremo il passaggio multi o monodirezionale di informazioni come negoziazione.

Spesso, le specifiche informazioni che negoziamo riguardano oggetti o caratteristiche dello spazio che ci circonda, oppure eventi o aspetti relativi al tempo cronologico. Succede ogni volta che spieghiamo dove si trova qualcosa o descriviamo che cosa è successo a qualcuno.
Nella maggior parte dei casi, le nostre informazioni sono correlate (un oggetto è sopra un altro, un evento è accaduto dopo un altro).
Formano un sistema.

A volte ci annoveriamo tra le informazioni correlate, e quindi nel discorso menzioniamo il posto in cui ci troviamo, o in cui siamo soliti trovarci, il momento in cui stiamo parlando o qualcosa che sta vicino a noi.
O ancora parliamo esplicitamente di noi o del nostro interlocutore.

La deissi è semplicemente questo: inserire se stessi e/o il proprio interlocutore in quell'insieme di elementi correlati, in quella specie di rappresentazione.

Ci sono due aspetti interessanti nella deissi: innanzitutto usa delle parole speciali, in secondo luogo riguarda un'operazione che può essere realizzata in un certo numero di casi piuttosto originali.

Quanto alle parole speciali: tutte le relazioni che riguardano gli oggetti prima che ci mettiamo in mezzo noi possono essere descritte con parole dal significato semplice, riconoscibile (insieme, ovviamente, a parole come le preposizioni, le congiunzioni o gli articoli che servono a metter insieme i nomi e i verbi).
Ma qual è il significato della parola io? E questo? E qui?
Sono parole strane: non hanno un significato finché non le si usa. Speciali, appunto.

Quanto agli usi originali della deissi, si fa prima ad indicare tre esempi: la deissi fantasmatica, la deissi testuale e la deissi analogica.


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